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Foto di Elisa Donato

Che senso ha la poesia in un mondo dominato dai ritmi e dai contenuti dei media di massa? Se lo era chiesto anche Montale e la sua risposta, dopo quarant’anni, è ancora valida. “Non c’è morte possibile per la poesia. La grande lirica può morire, rinascere e morire, ma resterà sempre una delle vette dell’anima umana”. Mercoledì ne ho parlato alla Fondazione di Sardegna con Paola Maccioni, autrice della raccolta poetica “Io, come tante” (Epika edizioni) in un evento che ho realizzato in collaborazione con l’associazione Amici del Libro Cagliari.

L’incontro è stato un viaggio emozionante attraverso la genesi delle poesie di Paola che sono il frutto di episodi di vita straordinaria, a contatto con realtà estreme come quelle che ha vissuto in Bosnia accanto a donne private di dignità e diritti, ma anche a contatto con la natura, il mare, i boschi dove ritrova nutrimento per la sua anima.

Sono intervenute la professoressa Maria Grazia Vescuso, presidente dell’Associazione Amici del Libro di Cagliari, Anna Funedda, attiva protagonista nelle iniziative sulle pari opportunità, e Giuditta Sireus, archeologa e fondatrice del Club Jane Austen di Cagliari e Villacidro.

«In ogni donna c’è una dea, madre di un albero della vita»

IO, COME TANTE
Ci vuole forza, ci vuole bellezza, ci vuole coraggio. La poesia del quotidiano diventa strumento salvifico in quel ciclico concatenarsi di lutti e rinascite che è la vita. La raccolta di Paola Maccioni racchiude un messaggio per le donne che si trovano imprigionate nei loro pensieri e non vedono oltre i confini della loro tristezza. C’è sempre un’altra strada percorribile attraverso la quale andare oltre.

PAOLA MACCIONI è cagliaritana, vive a Colorno e insegna italiano nel monastero benedettino di San Giovanni Evangelista a Parma.
Ha avuto una vita avventurosa, tra lanci col paracadute, voli in deltaplano e traversate del mare Adriatico in barca a vela.
Ha studiato ebraico antico; è stata insegnante di attività motorie; istruttrice di basket e kayak; mediatore sociale e volontaria internazionale in Bosnia, in Magadascar, nei campi profughi saharawi e in Tamil Nadu (India del sud).
Nel suo libro ha raccolto alcune poesie che raccontano, attraverso la bellezza delle piccole cose quotidiane, una piccola parte della sua vita. Vita che descrive come somma meravigliosa e dolente di morti e rinascite che sono patrimonio comune non solo delle donne, ma anche degli uomini da sempre.

Della sua carriera di “de-scrittrice”:
– menzione d’onore al Premio Pieve Saverio Tutino nel 2014;
– prima classificata al XVII premio nazionale LiberEtà 2015 “Storie di vite di lavoro e d’impegno sociale col testo autobiografico “Abitare il mondo”;
– prima classificata al concorso storico letterario “Voci dell’Abbazia”, Festival Bizantino-Arabo-Normanno 2016 “Incontri di Civiltà, Crocevia di Pace”;
– secondo posto al concorso nazionale di pittura e poesia Rocca dei Rossi San Secondo Parmense, 2016.

Paola Maccioni è coautrice del libro di racconti “Quando capita Natale” 2016 (Epika Edizioni) i cui proventi della vendita saranno devoluti ai bambini terremotati di Arquata del Tronto.

Evento su Facebook

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